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Vichinghi raggiungono l'Islanda

circa 874 d.C. Reykjavík, Islanda

In breve

Secondo le antiche saghe islandesi, il primo a stabilirsi in Islanda fu il norvegese Ingólfr Arnarson. Arrivò con la sua famiglia e i suoi servi su navi lunghe e strette, e scelse il luogo dove oggi sorge Reykjavík. Nei decenni seguenti giunsero migliaia di coloni dalla Norvegia e dalle isole britanniche. Nel 930 gli Islandesi crearono l'Althing, un'assemblea all'aperto dove si discutevano le leggi.

Perché è importante L'Althing è considerato uno dei parlamenti più antichi del mondo ancora esistenti.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Iceland»

Illustrazione: Vichinghi raggiungono l'Islanda (Reykjavík, Islanda)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Vichinghi raggiungono l'Islanda: Reykjavík, Islanda
Dove: Reykjavík, Islanda

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Un'isola di ghiaccio e di fuoco

L'Islanda è un'isola vulcanica nell'Atlantico del Nord, appena sotto il Circolo polare artico. Ha ghiacciai, geyser, sorgenti calde, vulcani che ogni tanto eruttano, lunghe notti d'inverno e lunghi giorni d'estate. Prima dei vichinghi era quasi disabitata. Forse vi si trovavano alcuni monaci irlandesi, chiamati «papar», che cercavano luoghi solitari per pregare; di loro restano tracce incerte.

Secondo il «Landnámabók», il «Libro dell'occupazione», messo per iscritto in Islanda tra il XII e il XIII secolo, i primi norvegesi a vedere l'isola furono navigatori portati fuori rotta dalle tempeste, come Naddoddr e Garðar. Un altro esploratore, Flóki, ci passò l'inverno, perse il bestiame e, vedendo un fiordo pieno di ghiaccio, la chiamò «Ísland», «terra del ghiaccio». Il nome è rimasto, anche se il sud dell'isola è molto verde.

Ingólfr e la penisola fumante

Il primo colono a stabilirsi per sempre fu, secondo la tradizione, un capo norvegese di nome Ingólfr Arnarson. Il racconto dice che, avvicinandosi alla costa, lanciò in mare due pilastri di legno della sua casa e giurò di fermarsi dove la corrente li avrebbe portati a riva. Li ritrovò, dopo qualche anno, in una baia circondata da vapori che salivano dal suolo. La chiamò Reykjavík, «baia dei fumi», e vi si stabilì, intorno all'anno 874. Oggi Reykjavík è la capitale d'Islanda. Quei vapori erano acqua calda delle sorgenti geotermiche.

Dopo di lui arrivarono centinaia di famiglie. Molti, secondo le saghe, fuggivano dalla Norvegia perché il re Harald Chiomabella (Harald Hårfagre) imponeva tasse e toglieva potere ai capi locali. Altri arrivavano dalle isole britanniche e dall'Irlanda, portando con sé schiavi e mogli celtiche. Gli studi sul DNA degli islandesi moderni mostrano che gran parte dei maschi discende da scandinavi e gran parte delle femmine da donne delle isole britanniche. In meno di sessant'anni l'isola fu occupata: il periodo della colonizzazione si chiama «landnám».

Un paese senza re

Gli islandesi non volevano essere governati da un re. Si organizzarono in un modo originale. I capi locali, i «goði», non comandavano su un territorio ma su un gruppo di seguaci, che potevano cambiare capo. Nel 930 si riunirono per la prima volta in un'assemblea generale, l'Alþingi, all'aperto, a Þingvellir, in una pianura con una parete di roccia. Era un parlamento: si facevano leggi, si giudicavano le cause, si risolvevano liti. Il «signore della legge», un uomo scelto per tre anni, doveva ricordare a memoria e recitare ogni anno un terzo delle leggi, perché non erano scritte.

Nell'anno 1000 l'assemblea decise che l'Islanda sarebbe diventata cristiana. Il giudice Þorgeir, ancora pagano, si ritirò per un giorno e una notte sotto una coperta e poi annunciò che bisognava avere una sola legge e una sola fede. Chi voleva poteva continuare a onorare in privato gli antichi dei.

La vita sull'isola era dura. Le case si costruivano con zolle di erba e blocchi di lava, perché mancavano grandi alberi; le pecore e le capre pascolavano sui prati; si pescava il merluzzo e si seccava per l'inverno. Con il tempo i coloni tagliarono molti boschi di betulla, e il suolo, privo di alberi, fu eroso dal vento.

Saghe e lingua

Gli islandesi amavano raccontare. Tra il XII e il XIV secolo scrissero molte «saghe», lunghi racconti in prosa sulle famiglie dei coloni, sulle liti e sulle vendette, sui viaggi in mare. Uno scrittore e capo, Snorri Sturluson, raccolse anche i miti degli antichi dèi norreni, come Odino e Thor. Grazie a questi testi sappiamo molto sul mondo dei vichinghi.

La lingua islandese è cambiata molto meno delle altre lingue europee: un islandese di oggi può leggere i testi di oltre ottocento anni fa con relativa facilità. Nel 1262, dopo decenni di lotte interne, l'Islanda accettò di sottomettersi al re di Norvegia; tornò indipendente soltanto nel 1944.

Perché successe

I vichinghi cercavano terre libere dove coltivare, allevare e vivere lontano dai re. La Norvegia aveva poche terre buone e molti abitanti e, secondo le saghe, il re Harald stava rafforzando il suo potere a spese dei capi locali, che preferirono partire.

Le navi e le conoscenze di navigazione dei norreni permettevano di attraversare l'oceano da isola a isola, passando dalle Fær Øer.

Cosa cambiò

L'Islanda divenne una società con leggi e istituzioni proprie, che durò circa tre secoli senza re. L'Alþingi è considerato uno dei più antichi parlamenti ancora esistenti, anche se ha subito interruzioni.

Le saghe e gli scritti di Snorri conservarono la memoria dei vichinghi e dei loro miti. Senza di loro, sapremmo molto meno sulla religione e sulla cultura scandinava medievale.

Dall'Islanda partì Erik il Rosso per la Groenlandia; suo figlio Leif Erikson, nato in Islanda, raggiunse dalla Groenlandia il Nordamerica. Ancora oggi gli islandesi sono molto legati alle loro origini e alla loro lingua.

Persone e luoghi chiave

Persone

Ingólfr Arnarson
Primo colono permanente d'Islanda, secondo la tradizione (IX secolo).
Flóki Vilgerðarson
Navigatore norvegese: diede all'isola il nome Ísland.
Harald Chiomabella
Primo re della Norvegia unita (circa 850-932): molti lo lasciarono per l'Islanda.
Snorri Sturluson
Capo, poeta e storico islandese (1179-1241): raccolse i miti norreni.
Þorgeir Ljósvetningagoði
Capo islandese che nell'anno 1000 decise per la conversione al cristianesimo.

Luoghi

Reykjavík
Capitale d'Islanda, fondata secondo la tradizione nell'874.
Þingvellir
Pianura dove si riuniva l'assemblea, patrimonio UNESCO dal 2004.

Da sapere

  • Il nome Reykjavík significa «baia dei fumi», per i vapori delle sorgenti calde.
  • L'Alþingi si riunì per la prima volta nel 930.
  • Il «signore della legge» doveva ricordare a memoria le leggi.
  • Gli islandesi di oggi capiscono la lingua di mille anni fa.
  • L'Islanda tornò indipendente nel 1944.

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