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8 · Basso Medioevo scienza e tecnica

Carta in Europa

circa 1150 Xàtiva, vicino a Valencia (Spagna)

In breve

Gli Arabi portarono la tecnica della carta fino in Spagna, che allora era in parte sotto il loro governo. Verso il 1150 il geografo al-Idrisi descrisse Xàtiva, vicino a Valencia, come un luogo dove si produceva una carta eccellente. In Italia la produzione crebbe dal Duecento, soprattutto a Fabriano, nelle Marche, dove nacque la filigrana, un disegno che si vede in controluce. La carta si faceva con stracci di lino e canapa ridotti in poltiglia.

Perché è importante Senza la carta, molto più economica della pergamena, la stampa di Gutenberg non avrebbe avuto successo.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Papermaking»

Illustrazione: Carta in Europa (Xàtiva, vicino a Valencia (Spagna))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Carta in Europa: Xàtiva, vicino a Valencia (Spagna)
Dove: Xàtiva, vicino a Valencia (Spagna)

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Libri scritti su pelli di animale

Nel Medioevo europeo i libri si scrivevano di solito su pergamena, cioè su pelle di pecora, di capra o di vitello, lavata, raschiata e stesa. La pergamena era resistente e bella, ma costosa: per una Bibbia intera servivano le pelli di centinaia di animali. Per questo i libri erano rari, e molto preziosi. Chi scriveva una lettera, un contratto o un conto doveva pensarci due volte, perché non poteva sprecare materiale.

Intanto, in Oriente, si usava da secoli un materiale molto più economico: la carta. Secondo la tradizione cinese fu un funzionario di nome Cai Lun, nel 105 d.C., a presentare all'imperatore un nuovo modo di fabbricarla, con stracci, corteccia e reti da pesca, ridotti in poltiglia e poi stesi ad asciugare su una griglia. In realtà gli archeologi hanno trovato frammenti di carta più antichi, ma Cai Lun migliorò la tecnica.

Il lungo viaggio verso ovest

Per secoli la Cina custodì il segreto. La carta arrivò al mondo islamico, secondo la tradizione, dopo la battaglia del Talas (751), nell'Asia centrale, dove alcuni prigionieri cinesi avrebbero insegnato il mestiere a Samarcanda; gli storici sono cauti su questo racconto, ma sanno che a Samarcanda si faceva carta nell'VIII secolo. Nel 794 ne nacque una fabbrica a Baghdad, e il mestiere si diffuse in Siria, in Egitto e nel Maghreb.

Dal mondo arabo la carta arrivò in Europa attraverso la Spagna musulmana. La città di Xàtiva, vicino a Valencia, divenne famosa per le sue cartiere: intorno al 1150 il geografo arabo al-Idrisi scrisse che vi si faceva una carta di qualità non inferiore a nessun'altra, che si esportava in Oriente e in Occidente. Il ricordo di quel centro è rimasto: il nome di Xàtiva è legato a una delle più antiche produzioni europee di carta.

Fabriano e le novità europee

In Italia la carta arrivò in alcuni porti, come Amalfi e Genova, ma il centro più importante fu Fabriano, nelle Marche, dove dalla seconda metà del Duecento le cartiere diventarono numerose. I cartai italiani migliorarono il processo con alcune invenzioni. Usarono le ruote ad acqua per muovere magli che sminuzzavano gli stracci di lino e di canapa; sostituirono la colla di amido con la gelatina ricavata da pelli di animali, che rendeva la carta più resistente all'inchiostro; e crearono le filigrane.

La filigrana è un disegno, o un segno, che compare in trasparenza guardando il foglio controluce. Si ottiene con un filo metallico piegato a forma di figura, cucito sul telaio in cui si raccoglie la pasta. Le prime filigrane comparvero a Fabriano nel 1282. Servivano ai produttori per riconoscere i loro fogli, e oggi servono agli storici per datare i documenti.

All'inizio, in Europa, la carta fu guardata con sospetto, perché si pensava che durasse meno della pergamena e che fosse un prodotto dei musulmani. Si racconta che l'imperatore Federico II, nel 1231, vietò di usarla per i documenti pubblici più importanti. Con il tempo, però, il prezzo basso ebbe la meglio: i mercanti la usarono per i registri dei conti, i notai per i contratti e i maestri per i quaderni degli studenti.

Il mestiere dello straccivendolo

Per fare la carta servivano tantissimi stracci di lino, di canapa e di cotone. Gli straccivendoli li raccoglievano nelle case e li vendevano alle cartiere. Gli stracci venivano lasciati marcire, poi battuti nei mulini fino a farne una poltiglia chiara. Il cartaio immergeva un telaio a rete nella vasca, lo alzava con uno strato sottile di poltiglia e lo scuoteva; i fogli appena formati venivano impilati, pressati e stesi ad asciugare.

Perché successe

Le città, i mercati e i monasteri avevano bisogno di scrivere sempre di più: contratti, conti, lettere, registri. Con la pergamena sarebbe costato troppo.

La Spagna musulmana era un punto di incontro tra l'Oriente e l'Occidente, e i mercanti e i viaggiatori portavano con sé tecniche e merci. I cartai italiani, già abituati a lavorare con le macchine ad acqua, seppero migliorarla.

Cosa cambiò

La carta rese i libri e i documenti molto più economici. Nel Trecento e nel Quattrocento, in Europa, crebbe la quantità di lettere, registri, atti notarili e libri copiati a mano.

Quando, verso il 1455, Johannes Gutenberg inventò la stampa a caratteri mobili, la carta c'era già, in abbondanza e a basso prezzo: senza di essa la stampa non avrebbe potuto diffondersi tanto in fretta. La parola «risma», dall'arabo «rizma», cioè balla, ricorda questa origine.

Anche i disegni, i progetti degli architetti e le mappe divennero più semplici da fare e da conservare. La carta è ancora oggi una delle invenzioni più usate al mondo.

Persone e luoghi chiave

Persone

Cai Lun
Funzionario cinese (morto nel 121): secondo la tradizione perfezionò la carta nel 105 d.C.
Al-Idrisi
Geografo arabo (circa 1100-1165): lodò la carta di Xàtiva.
I cartai di Fabriano
Artigiani marchigiani che inventarono la filigrana e la carta alla gelatina.

Luoghi

Xàtiva (Spagna)
Città vicino a Valencia, sede di una delle prime cartiere europee.
Fabriano (Marche)
Città italiana delle cartiere, dal Duecento a oggi.
Samarcanda
Città dell'Asia centrale dove si produsse carta già nell'VIII secolo.

Da sapere

  • Per una Bibbia in pergamena servivano le pelli di centinaia di animali.
  • La filigrana compare per la prima volta a Fabriano nel 1282.
  • La carta si faceva con stracci di lino e di canapa.
  • La parola «risma» viene dall'arabo.
  • Il nome di Cai Lun è legato, per tradizione, all'invenzione della carta nel 105 d.C.

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