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8 · Basso Medioevo politica

Prima crociata

1096-1099 Dall'Europa a Gerusalemme

In breve

Nel 1095 papa Urbano II invitò i cristiani d'Europa a partire per prendere Gerusalemme, che era sotto il dominio musulmano. L'anno seguente si misero in marcia migliaia di cavalieri e anche molte persone comuni, con una croce cucita sui vestiti: per questo più tardi furono chiamati crociati. Dopo un viaggio lunghissimo, nel 1099 conquistarono Gerusalemme, con grande violenza contro gli abitanti musulmani ed ebrei. In Terrasanta nacquero alcuni regni cristiani che durarono quasi due secoli.

Perché è importante Le crociate misero in contatto, e spesso in conflitto, il mondo cristiano e quello islamico, lasciando ricordi dolorosi ma anche scambi di merci e di conoscenze.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Crusades»

Illustrazione: Prima crociata (Dall'Europa a Gerusalemme)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Prima crociata: Dall'Europa a Gerusalemme
Dove: Dall'Europa a Gerusalemme

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

L'appello di Clermont

Nel novembre del 1095, a Clermont, in Francia, il papa Urbano II tenne un concilio, un'assemblea di vescovi e di nobili. Alla fine, davanti a una grande folla all'aperto, parlò della necessità di aiutare i cristiani d'Oriente. Pochi anni prima i turchi selgiuchidi, un popolo musulmano arrivato dall'Asia centrale, avevano sconfitto l'esercito bizantino a Manzikert (1071) e conquistato gran parte dell'Anatolia, la penisola dell'attuale Turchia. L'imperatore bizantino Alessio I aveva chiesto aiuto all'Occidente.

Non possediamo il testo esatto del discorso del papa, ma sappiamo che chiese ai cavalieri di smettere di combattere tra loro e di rivolgere le armi contro i nemici dei cristiani, per liberare Gerusalemme e il Santo Sepolcro, il luogo dove secondo la tradizione fu sepolto Gesù. A chi partiva, il papa prometteva il perdono dei peccati. La folla rispose: «Dio lo vuole!». Chi decideva di partire si cuciva una croce di stoffa sui vestiti: da qui il nome «crociata».

La crociata dei poveri e quella dei cavalieri

Nella primavera del 1096 partì una prima ondata di gente comune, guidata dal predicatore Pietro l'Eremita. Erano migliaia di persone, contadini, donne e ragazzi, poco armati e senza organizzazione. Lungo la strada, in alcune città della valle del Reno, in Germania, si scatenò una persecuzione contro le comunità ebraiche: molti ebrei furono uccisi o costretti a battezzarsi. I vescovi di alcune città cercarono di proteggerli, spesso senza riuscirci. Arrivata in Anatolia, questa crociata fu quasi completamente distrutta dai turchi nell'autunno del 1096.

Nell'agosto 1096 partirono gli eserciti dei nobili, in gruppi distinti: quello di Goffredo di Buglione, duca della Bassa Lorena, quello di Raimondo di Tolosa, quello di Boemondo, un normanno dell'Italia meridionale, e altri. Marciarono per mesi attraverso l'Europa, e a Costantinopoli giurarono all'imperatore che le terre riconquistate sarebbero state restituite all'impero. Nel giugno 1097 presero Nicea.

Una testimone d'eccezione fu Anna Comnena, figlia dell'imperatore bizantino, che scrisse l'«Alessiade», la storia del regno di suo padre. Raccontò con stupore e con preoccupazione l'arrivo a Costantinopoli di quegli eserciti di cavalieri occidentali, di cui l'impero non si fidava del tutto: sembrava che arrivasse mezza Europa.

Antiochia e Gerusalemme

Il viaggio fu durissimo. Mancavano il cibo e l'acqua, si ammalavano e morivano molti cavalli. Ad Antiochia, grande città in Siria, l'assedio durò da ottobre 1097 a giugno 1098: i crociati, ridotti alla fame, presero la città e subito dopo furono a loro volta assediati da un esercito musulmano. Resistettero e vinsero. Nel frattempo Boemondo si fece signore di Antiochia, contro la promessa fatta all'imperatore.

Nel giugno 1099 i crociati, ormai pochi, arrivarono davanti a Gerusalemme, che da poco era controllata dalla dinastia egiziana dei Fatimidi. Costruirono torri d'assedio e il 15 luglio 1099 entrarono in città. Seguì un massacro terribile: furono uccisi moltissimi abitanti musulmani ed ebrei, secondo le cronache anche i bambini. Gli storici non sono d'accordo sul numero delle vittime, ma sono tutti d'accordo sulla ferocia di quei giorni.

Gli stati crociati

I crociati non restituirono le terre all'impero, ma fondarono quattro piccoli stati: il regno di Gerusalemme, il principato di Antiochia, la contea di Edessa (già nel 1098) e, qualche anno dopo, la contea di Tripoli (1109). Goffredo di Buglione, scelto come capo, rifiutò il titolo di re e si fece chiamare «Difensore del Santo Sepolcro»; dopo la sua morte, nel 1100, suo fratello Baldovino fu incoronato re. Solo una parte dei partiti arrivò in Terrasanta; la maggior parte morì lungo la strada o tornò a casa.

Perché successe

Le cause furono molte e diverse. Per il papa c'erano la difesa dei cristiani d'Oriente e il desiderio di riunire l'Europa sotto la guida della Chiesa; per molti cavalieri, il desiderio di salvezza, ma anche di terre, di ricchezze e di gloria; per le città marinare italiane, nuovi affari nei porti d'Oriente.

L'Europa era cresciuta di popolazione e c'erano molti nobili senza terre, pronti a combattere altrove. La fede religiosa, in quegli anni, era profonda e i pellegrinaggi molto diffusi.

Cosa cambiò

Le crociate durarono quasi due secoli, con altre spedizioni (le principali sono otto, ma ne furono organizzate anche di più). I regni dei crociati resistettero a lungo, ma nel 1291 Acri, l'ultima roccaforte, cadde in mano ai musulmani.

Genova, Pisa e Venezia, che trasportavano i crociati e i rifornimenti, ottennero porti, quartieri e privilegi commerciali in Oriente e si arricchirono. Gli europei conobbero merci, tecniche e idee del mondo arabo e bizantino, anche se i rapporti furono spesso violenti.

Nel mondo musulmano la memoria delle crociate rimase come ricordo di invasione e di violenza; nel mondo cristiano fu spesso ricordata come impresa eroica. Oggi gli storici le studiano senza celebrazioni, mettendo in luce sia gli ideali sia la crudeltà.

Persone e luoghi chiave

Persone

Urbano II
Papa dal 1088 al 1099 (nato intorno al 1035-1042, morto nel 1099): lanciò l'appello a Clermont.
Alessio I Comneno
Imperatore bizantino (nato intorno al 1050, morto nel 1118): chiese l'aiuto dell'Occidente.
Goffredo di Buglione
Duca della Bassa Lorena (circa 1060-1100): primo capo di Gerusalemme.
Boemondo d'Altavilla
Normanno dell'Italia meridionale (circa 1054-1111): divenne principe di Antiochia.
Pietro l'Eremita
Predicatore (circa 1050-1115): guidò la crociata popolare.

Luoghi

Clermont (Francia)
Città dove nel 1095 il papa lanciò l'appello.
Gerusalemme
La città santa per cristiani, ebrei e musulmani, conquistata dai crociati il 15 luglio 1099.
Antiochia
Grande città della Siria, conquistata dopo un assedio di otto mesi.

Da sapere

  • Il nome «crociata» viene dalla croce di stoffa che i partecipanti cucivano sugli abiti.
  • Il grido della folla a Clermont, secondo le cronache, fu «Dio lo vuole!».
  • L'assedio di Antiochia durò da ottobre 1097 a giugno 1098.
  • Goffredo di Buglione non volle farsi chiamare re.
  • L'ultima roccaforte crociata, Acri, cadde nel 1291.

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